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Punti d'interesse

Il Museo Archeologico Paolo Orsi è da annoverarsi tra i più importanti e prestigiosi musei d’Europa per la quantità dei reperti in esso contenuti. Il primo museo si trovava nei locali del vecchio Seminario in piazza Minerva, dove era anche la Biblioteca Alagoniana. Le scoperte ed acquisizioni resero necessaria la realizzazione di un museo ampio, adeguato alle ricche collezioni che nel tempo venivano acquisite sia attraverso donazioni che attraverso scavi. Fu individuata come sede l’area dove sorgeva l’Ospedale Fatebenefratelli o S. Giovanni Di Dio, in Piazza Duomo. Il Museo, realizzato tra il 1880 ed il 1885, fu inaugurato nel 1886. Ma anche questa sede si è rivelata insufficiente a raccogliere i risultati delle ricerche e degli scavi e pertanto fu acquisito il Parco della Villa Landolina per realizzare l’attuale sede del Museo Archeologico, che è stato inaugurato nel 1988, ed è stato intitolato a Paolo Orsi . E’ uno dei più grandi musei d’Europa per spazi espositivi e numero di reperti. Comprende un primo piano con tre settori: A,B,C, ed una sala centrale per mostre ed esposizioni tematiche ed un piano superiore con altri tre settori D,E,F dei quali aperti D ed F. Il percorso espositivo presenta un carattere topografico e cronologico. Dall’aprile 2010 il museo si è arricchito del prestigioso Medagliere, nel piano seminterrato.

Preistoria e protostoria siciliana - Settore A

E’ riservato alla preistoria e protostoria siciliana con una parte iniziale, la sezione geologica, che presenta l’assetto geomorfologico del Mediterraneo e la paleogeografia della regione iblea con indicazioni sul fenomeno del nanismo e del gigantismo presenti nel territorio. Il percorso presenta le testimonianze del Paleolitico e Mesolitico, seguite, in successione cronologica da quelle del Neolitico, dell’Età del Bronzo Antico, caratterizzata dalla Cultura di Castelluccio, della Media Età del Bronzo, caratterizzata dalla Cultura di Thapsos e da quella della Tarda Età del Bronzo e dell’Età del Ferro, con l’evoluzione della Cultura di Pantalica Sono presentati inoltre i materiali da vari ripostigli ed infine le testimonianze relative ai contatti precoloniali e quelle della Sikania

Colonie greche e Siracusa – Settore B

Qui troviamo una sezione dedicata al fenomeno della colonizzazione greca in Sicilia con le testimonianze dalle colonie di Naxos, Mylai- Milazzo, Zancle-Messina, Katane-Catania, Lentini. Ampio spazio è riservato all’ esposizione dei materiali provenienti da Megara Hyblaea, sia dall’abitato che dalle necropoli. La parte più estesa è riservata a Siracusa, alla sua storia ed al suo sviluppo urbanistico. La varietà dei materiali presenti in questo settore, sia dall’abitato che dalle necropoli, dimostra l’importanza dei rapporti commerciali intrattenuti da Siracusa, il ruolo fondamentale svolto dalla città, anche sotto il profilo architettonico, e la sua ricchezza. Tra i reperti che si impongono per la rarità e per la perfezione dell’esecuzione: il cavallino bronzeo di età tardo-geometrica (fine VIII sec. a.C.) che è divenuto il simbolo del Museo, una statua di kouros panneggiato e la ricca coroplastica dall’area sacra di Piazza della Vittoria.

Le subcolonie di Siracusa, i centri indigeni ellenizzati, Gela ed Agrigento - Settore C

In questo settore si trovano materiali provenienti dalle sub colonie di Siracusa, Eloro, Akrai, Casmene, Kamarina. Essi documentano la politica di espansione di Siracusa e di controllo del territorio, con esemplari di notevole pregio. Segue la presentazione delle testimonianze provenienti da centri indigeni ellenizzati, Grammichele, Monte S. Mauro, Francavilla di Sicilia, Adrano e dagli scavi dei centri ellenizzati dell’interno dell’isola. In questo settore sono esposti reperti in terracotta e bronzo, che testimoniano la capacità di artisti di centri indigeni di recepire i modelli dell’arte greca. Infine, chiudono l’esposizione i reperti di Gela, provenienti dai santuari e dalle ricche necropoli, e di Agrigento e dal suo territorio, con reperti unici nel loro genere.

Siracusa in età ellenistico-romana – Settore D

Nel settore D del Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi, l’esposizione dimostra il fondamentale ruolo politico-culturale ricoperto a partire dal IV sec. a.C. dalla città di Siracusa, che ha attraversato un periodo di particolare splendore durante il regno di Ierone II. È possibile apprezzare diverse statue celebri, come quella, piccola, in marmo, di Eracle, una statua in calcare a grandezza naturale raffigurante il dio Priapo, la famosa Venere Anadiomene (detta Landolina), una grandiosa testa di Asclepio, ed inoltre il busto- ritratto di Vibia Sabina, consorte dell’imperatore Adriano. Queste e le altre testimonianze documentano l’importanza e la grandiosità della metropoli antica. L’ultimo tratto del percorso consente di seguire, coerentemente, lo sviluppo topografico e cronologico dal IV sec. a.C. al VII sec. d.C. delle necropoli di Siracusa, attraverso l’esposizione dei corredi più rappresentativi.

Il Cristianesimo a Siracusa e nel territorio – Settore F

Nel settore F sono esposte le testimonianze relative alla presenza del Cristianesimo a Siracusa e nel territorio. Dalla catacomba di San Giovanni, a Siracusa provengono numerose testimonianze, quali il sarcofago di Adelphia, esposto con ricostruzione fotografica della rotonda, dove fu rinvenuto nel 1872, e l’epigrafe di Euskia. Nella cassa in marmo del sarcofago sul lato frontale e sul coperchio sono, su due registri, scene del vecchio e nuovo Testamento. Invece al centro, in un medaglione, vengono raffigurati Adelphia e il marito Valerio, un alto funzionario imperiale dei primi decenni del V sec. d.C. L’iscrizione, che ricorda Euskia, costituisce la più antica testimonianza del culto della Santa Patrona S. Lucia. Il Cristianesimo a Siracusa è documentato attraverso le testimonianze dalle Catacombe di Vigna Cassia e S. Lucia ( III d.C ), più antiche quelle di S. Giovanni ( IV d.C ), da quelle degli ipogei di Siracusa. Esse attestano la convivenza di Cristiani ed Ebrei. Inoltre è particolarmente significativa la documentazione dal territorio sia di quello Siracusano, che dall’area iblea ed etnea.

Il Medagliere

Contiene una vastissima e ricchissima collezione numismatica, che riguarda, in modo particolare, le monete delle colonie greche a partire dalla fine del VI a.C. Attraverso l’apparato didattico, si può comprendere l’importanza che le emissioni monetali hanno avuto per la conoscenza della storia sociale, politica ed economica delle varie città. Particolarmente importanti sono le monete della zecca di Siracusa, da quelle della fine di VI a.C. a quelle più recenti. Sono autentici capolavori le monete dei maestri incisori quali Kimon, Euanetos Eumenes, Frigillo ( fine V- inizi IV a.C. ), i famosi decadrammi con la rappresentazione della panoplia e le emissioni auree con Eracle che strozza il leone . L’esposizione segue la monetazione di Siracusa anche dopo la conquista romana. Il percorso espositivo continua in senso cronologico fino al periodo borbonico. Sono, inoltre, esposti numerosi tesoretti, le collezioni Pennisi, Gagliardi, Pugliatti ed una ricca e significativa scelta di oreficerie dall’età protostorica fino ad età moderna.

Galleria Fotografica

Planimetrie

Piano Terra

Primo Piano

Piano Interrato

1. BIGLIETTERIA

2. PREISTORIA E PROTOSTORIA

3. COLONIE GRECHE / SIRACUSA ARCAICA E CLASSICA

4. SUBCOLONIE SIRACUSANE / GELA / AGRIGENTO

5. VILLA LANDOLINA

6. SIRACUSA ELLENISTICA

7. ARCHEOLOGIA CRISTIANA E BIZANTINA

8. MEDAGLIERE

9. TOILETTE UOMO

10. TOILETTE DONNA