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Gratuito

€0,00

Orari

Gennaio - Dicembre

Martedì - Sabato

9.00-19.00

Gennaio - Dicembre

Domenica

9.00-13.30

Servizi

Biglietteria

Info Point

Bookshop

Accesso disabili

Caffetteria

Caffetteria

Bellomo Cafè nasce per regalare ai visitatori del Museo un punto di sosta dove degustare le eccellenze enogastronomiche del territorio.
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Dove ci trovi

Punti d'interesse

Oasi d’arte nel cuore di Ortigia, la Galleria regionale di Palazzo Bellomo raccoglie un prezioso patrimonio di opere provenienti da Siracusa e dalla Sicilia sud-orientale. Le collezioni del Museo rappresentano un viaggio cronologico che documenta l’evoluzione dell’arte siciliana dall’epoca bizantina fino al diciottesimo secolo.
Le opere sono custodite nello splendido Palazzo Bellomo, edificio di epoca sveva che ha subito nel corso dei secoli varie trasformazioni. Della originaria costruzione rimane l’alto basamento del prospetto con il portale gotico ed aperture a feritoia, cui corrispondono ambienti quadrangolari.
Da epoca aragonese il Palazzo risulta proprietà dei Bellomo, potente e ricca famiglia della Siracusa di quel periodo. Adattato alle nuove esigenze abitative e al gusto dell’arte catalana, l’edificio venne articolato su due piani, furono aperte bifore e trifore scandite da esili colonnine e fu realizzata la caratteristica scala scoperta sul cortile porticato, dove si possono ancora ammirare i severi archi ogivali.
Venduto nel diciottesimo secolo alle monache dell’attiguo Monastero di San Benedetto, divenne un unico complesso architettonico con l’adiacente Palazzo Parisio.
Con la soppressione degli ordini religiosi, venne acquisito dallo Stato nel 1866 e quindi ceduto all’Amministrazione delle Belle Arti. Il Museo Nazionale di Palazzo Bellomo nasce nel 1940, quando le raccolte d’arte medievale e moderna vengono disgiunte dalle collezioni del Museo Archeologico Nazionale. Il progetto museologico della Galleria regionale di Palazzo Bellomo segue un criterio espositivo cronologico, adattando le esigenze museografiche agli elementi architettonici originari dell’edificio.

Antonello da Messina

Nell’ampio salone quattrocentesco, caratterizzato da eleganti trifore catalane nella parete meridionale e dai resti di un imponente camino, luogo importante ed unico per la città, è esposto il gioiello di questo museo, rappresentazione della cultura figurativa rinascimentale in Sicilia e in particolare a Siracusa: l”Annunciazione” di Antonello da Messina.
Il dipinto, oggi su tela ma originariamente su tavola, costituisce una delle opere più emblematiche del percorso stilistico antonelliano e in essa si evidenziano le caratteristiche della sua fase matura. Qui egli raggiunse il difficile equilibrio tra due elementi: la visione analitica della pittura fiamminga e l’impianto della prospettiva geometrico-luminosa della scuola italiana. Elementi che qui si fondono e si completano con sorprendente originalità.

Domenico Gagini

La scultura detta Madonna del Cardillo, attribuita a Domenico Gagini, che sarebbe stato allievo del Brunelleschi a Firenze, raffigura la Madonna che allatta il Bambino e tiene un uccellino nella mano destra. Il piedistallo presenta una incisione di versi in latino.
Altra opera a lui attribuita, forse un’edicola votiva, è la scultura marmorea conosciuta come Tabernacolo con la Madonna col Bambino, opera rinvenuta da lavori di scavo nel cortile di una vecchia casa privata.

Mario Minniti

Lo stile del Caravaggio nella pittura barocca si evidenzia nell’uso dei contrasti di luce e ombra e nel realismo delle figure umane, su sfondi spesso scurissimi, illuminati da squarci di luce violenta e teatrale. Il siracusano Mario Minniti lo conosceva bene per rapporti di amicizia e di lavoro e risentì fortemente della sua influenza. Tuttavia, nella tela raffigurante il Martirio di Santa Lucia le stanche reminiscenze caravaggesche, che ancora si percepiscono nella figura, vengono del tutto superate dai caratteri più specifici del dipinto, orientati su tratti classicheggianti e con accenti retorici.

Presentazione

Oasi d’arte nel cuore di Ortigia, la Galleria regionale di Palazzo Bellomo raccoglie un prezioso patrimonio di opere provenienti da Siracusa e dalla Sicilia sud-orientale. Le collezioni del Museo rappresentano un viaggio cronologico che documenta l’evoluzione dell’arte siciliana dall’epoca bizantina fino al diciottesimo secolo.
Le opere sono custodite nello splendido Palazzo Bellomo, edificio di epoca sveva che ha subito nel corso dei secoli varie trasformazioni. Della originaria costruzione rimane l’alto basamento del prospetto con il portale gotico ed aperture a feritoia, cui corrispondono ambienti quadrangolari.
Da epoca aragonese il Palazzo risulta proprietà dei Bellomo, potente e ricca famiglia della Siracusa di quel periodo. Adattato alle nuove esigenze abitative e al gusto dell’arte catalana, l’edificio venne articolato su due piani, furono aperte bifore e trifore scandite da esili colonnine e fu realizzata la caratteristica scala scoperta sul cortile porticato, dove si possono ancora ammirare i severi archi ogivali.
Venduto nel diciottesimo secolo alle monache dell’attiguo Monastero di San Benedetto, divenne un unico complesso architettonico con l’adiacente Palazzo Parisio

Galleria Fotografica

Planimetrie

Piano Terra

Primo Piano

1. SALA I - opere scultoree del periodo paleocristiano e di maestranze bizantine.

2. SALA II - frammenti architettonici e opere scultoree del periodo arabo-normanno.

3. SALA III - opere scultoree e pittoriche del ‘400, in prevalenza di influenza catalana.

4. SALA IV - opere pittoriche del ‘400, autori di scuola siracusana.

5. SALA V - rappresentazione della cultura figurativa rinascimentale in Sicilia.

6. SALA VI - plastici storici della città.

7. SALA VII - pitture e sculture del periodo compreso tra la fine del ‘400 e il ‘500.

8. SALA VIII - opere scultoree e pittoriche del ‘500 e collezione di icone.

9. SALA IX - opere scultoree e pittoriche del ‘500 e del ‘600: il manierismo.

10. SALA X - opere pittoriche e ceroplastica del ‘600.

11. SALA XI pittura post-caravaggesca e altre produzioni artistiche del ‘700.

12. SALA XII - testimonianze documentali della città del ‘700 e ‘800.

13. SALA XIII - ceramica e presepi del ‘700 e ‘800.