Taormina & Naxos

Taormina & Naxos

Pubblicato il 27/03/2018

Naxos è la prima colonia greca della Sicilia, fondata nel 734 a.C. da coloni provenienti da Calcide in Eubea e da abitanti dell’isola di Naxos nelle Cicladi, approdati probabilmente sul versante sud della penisola lavica di Schisò. Da questi deriverebbe il nome stesso della località, come testimonia la scoperta di un cippo marmoreo risalente al VII secolo a.C., su cui compare, infatti, una dedica alla dea Enyò scritta nell’alfabeto dell’isola cicladica.

Agli inizi del V secolo a.C. Ierone I di Siracusa trasferisce i cittadini da Naxos a Leontinoi e fonda una nuova città su quella di età arcaica, con un impianto a griglia ortogonale. Dopo la caduta della tirannide a Siracusa, verso il 460 a.C., gli esuli tornano a Naxos. Nel 403 a.C. le fortificazioni e le case della città vengono rase al suolo da Dionigi I di Siracusa. Naxos continua ad esistere solo come porto commerciale di Taormina, fino all’età romana.

Nel 358 a.C. Andromaco, padre dello storico Timeo, raccoglie i Siculi scampati alla distruzione di Naxos, i quali nel frattempo si sono stanziati sul monte Tauro, e fonda la città chiamata Tauromenion dalla loro “permanenza sul monte”. Nel 263 a.C. la città diventa uno dei domini di Siracusa, sotto Ierone II, promotore della costruzione del Teatro. Nel corso delle prime due guerre puniche, Taormina è alleata di Roma. Nel 214 a.C. con la morte di Ierone II e la caduta di Siracusa nel 211 a.C., Tauromenion passa sotto il controllo romano, guadagnando il privilegio di civitas foederata della Sicilia, quindi esonerata dai gravi contributi dovuti a Roma, come la fornitura di navi da guerra.

Durante la prima guerra servile viene occupata per qualche tempo dall’esercito degli schiavi e liberata nel 132 a.C. dal console Rupilio. Nel 36 a.C. Sesto Pompeo combatte la guerra contro i triumviri Ottaviano, Antonio e Lepido, battendo Ottaviano proprio davanti le acque di Tauromenion. Forse in ricordo della sconfitta, Ottaviano trasforma nel 21 a.C. la città in colonia militare chiamandola Tauromenium e deportandone gli abitanti originari.

In età imperiale romana la città raggiunge una situazione di benessere economico e crescita della popolazione, testimoniata dallo sviluppo edilizio. Sono arrivati fino a noi alcuni frammenti di mosaici pavimentali, esposti nella sala del bookshop dell’Antiquarium del Teatro, che ospita anche nella sala di fondo un’importante collezione epigrafica.

Per la sua straordinaria posizione a balcone sul mare e di fronte l’Etna, la città fin dal 1700 è meta dei viaggiatori stranieri del Grand Tour che raccontano al mondo la straordinaria bellezza della città e dei suoi monumenti e, in particolare, del Teatro antico. Con i suoi 109 m di diametro della cavea è, dopo quello di Siracusa, il teatro più grande non solo della Sicilia, ma della penisola italiana e dell’Africa. L’impianto originario risale al III/II secolo a.C. È tra i più antichi teatri della Sicilia e della Magna Grecia a cavea curva. A documentarlo sono i resti del muro a blocchi isodomi, inglobati nell’edificio della scena e alcuni blocchi dai sedili della cavea in pietra locale con iscrizioni in greco visibili nella versura occidentale.

Alla stessa epoca risalgono le rovine del piccolo edificio sacro alla sommità della cavea, poi in parte cancellati dall’ampliamento del teatro in età romana. Quanto è visibile oggi del monumento appartiene interamente alla ristrutturazione romana avvenuta nella prima metà del II d.C. sotto Traiano o sotto Adriano. L’edificio scenico rettangolare è fiancheggiato da due ampie sale di accesso all’orchestra (versurae) e in una cavea divisa in 9 settori da 8 scalette contente almeno 10.000 spettatori. Un doppio portico in laterizio con colonne di granito e copertura a volta sormonta la cavea. La frons scenae conserva nel prospetto, un tempo decorato da statue e da una grande varietà di marmi e pietre colorate di importazione, le due aperture laterali o hospitalia, mentre è crollata quella centrale detta regia. L’attuale ricostruzione della frons scaenae è dovuta ad un restauro ottocentesco.

Nel III secolo d.C., forse sotto l’imperatore Caracalla, che usava farsi costruire teatri per la caccia ovunque andasse, il Teatro viene trasformato in anfiteatro e l’orchestra convertita in arena per ospitare i combattimenti dei gladiatori.

Dal Teatro puoi ammirare la città moderna di Taormina che conserva l’impianto urbanistico di età medievale. In questo periodo Taurominium si identifica con un piccolo borgo cinto da mura di fortificazione dominato dal Castello di Monte Tauro. Porta d’ingresso al Borgo è la Porta dell’Orologio, detta anche Porta di mezzo, in Piazza IX Aprile, cui si giunge da Via Teatro Greco, percorrendo il Corso Umberto verso Porta Catania.

Taormina conserva alcuni bei palazzi medievali, quali il Convento di San Domenico, oggi trasformato in albergo, il Palazzo dei Duchi di Santo Stefano, la Badia Vecchia e Palazzo Ciampoli. Ancora dal Teatro, si scorgono in basso le “victorian follies” all’interno della Villa comunale, particolari costruzioni realizzate da Lady Florence Trevelyan, nobildonna inglese cugina della regina Vittoria, vissuta a Taormina dal 1884. La Villa Comunale è originariamente il parco dell'abitazione che per desiderio di Lady Florence si presenta come un tipico giardino all'inglese con molte specie di piante rare.

La nobildonna inglese avrebbe sistemato a giardino anche l’isolotto denominato oggi “Isolabella”, collegato alla terraferma da un breve istmo sommerso o emerso (secondo la marea), che re Ferdinando di Borbone nel 1806 aveva già donato alla città di Taormina. Negli anni ’50 l’isola viene acquistata dalla famiglia messinese Bosurgi che vi costruisce una villa articolata in padiglioni mimetizzati tra le rocce e la macchia mediterranea.

Dal 1990 Isolabella è di proprietà della Regione Sicilia. L’Isola, tutelata per il suo valore naturalistico e culturale, è gestita dal Parco Archeologico di Naxos Taormina con il supporto del Cutgana, centro di ricerca dell’Università di Catania. È sede di una mostra archeologica permanente “Archeologia e Paesaggio: i ritrovamenti archeologici nella baia di Isolabella”.

Dopo averti accompagnato a spasso nel tempo in modo virtuale, è arrivato il momento di vivere la storia nella realtà attraverso la visita di questi splendidi luoghi. Approfitta dei vantaggi offerti dall’EXPERIENCECARD e scopri Taormina con i nostri tour guidati!

News


Siracusa & Ortigia

La città di Siracusa, dichiarata nel 2005 dall’Unesco Patrimonio dell’umanità, è stata fondata nel 734 a.C dai Greci di Corinto, capitanati da Archia. Lungo i secoli, soprattutto per la sua pos....

Scopri di più


Peccati Siciliani

Senza ombra di dubbio l’arancino rappresenta la specialità enogastronomica più rappresentativo della Sicilia ed è stato inserito nella lista dei prodotti agroalimentari tradizio....

Scopri di più